La situazione si fa sempre più complicata: lungi dall'esser riuscita a rimettere sui binari "giusti" il mio rapporto con il Fratellonzo, sono qui, ogni santo giorno, che mi interrogo su come gestire l'andazzo.
Si parte da una bella amicizia, fondata su anni di conoscenza, più o meno approfondita, e una discreta quantità di sms da entrambi le parti. Tutto è calmo, tutto è chiaro...
Vivendo a 500km e passa di distanza, vedersi è un'impresa ma, venendosi a creare la condizione per un incontro, ci si fa in 4x2 per trovarsi. E così avviene, nell'emozione generale di entrambi. Tutto è frizzante, tutto è chiaro...
Ci si vede e Dio solo sa cosa si è scatenato...
Lui parla a rate, io (come al solito) straparlo. Dieci minuti dopo la situazione si rovescia: io muta, lui un fiume in piena. Ci scambiamo un pensierino per ricordare l'incontro. Lui mi regala un ciondolo tutto luccicoso, che non tolgo mai dal collo da quel dì di maggio. Io (merducola taccagna) un cd di musica celtica tradizionale, che, col senno di poi, non dev'essergli neanche piaciuta.
Incontro brevissimo, caos conseguente totale.
Dopo neanche 5 minuti dall'averlo lasciato mi piomba addosso un sentimento che non riesco ancora adesso a distinguere. Tutto è marasma, tutto è confuso...
Da 40 gg circa siamo praticamente un corpo e un'anima.
Praticamente gli ho detto che sono lì lì per perdere la testa.
Praticamente si è dichiarato.
Praticamente siamo ad un passo dall'andare a vivere assieme, saltando i momenti
- "conoscenza approfondita"
- "innamoramento profondo"
- "stabilizzazione del rapporto amoroso"
- "definizione dello stato di fidanzamento"
- "accordo sulla convivenza".
Mia madre è angosciata; Padraig è euforico; noi due siamo pazzi schizzati.
QUALCUNO FERMI 'STA GIOSTRA CHE MI GIRA LA TESTA!!!
Poco tempo, poche ciance...
1. Ieri pomeriggio, dopo una breve ma decisamente bastarda malattia, se n'è andato il padre di Padraig: da anni sua madre combatte più o meno lo stesso male ma la sorte ha voluto "eliminare" per prima la guida maschile (come se non bastassero tutte le canagliate che gli capitano nella sua vita!)
2. Giovedì della settimana scorsa Krisbi, una tipa che frequento da qualche mese, mi avverte che la sera dopo non ci saremmo viste causa compleanno del suo fidanzato, a cui non ero invitata; solo che quella sera che non dovevamo vederci, lei si presenta sotto casa mia come se aspettasse che scendessi. Ma non aveva la festa di compleanno del suo uomo? Oggi è di nuovo venerdì e non so che pensare...
3. Nella mattinata di oggi ho dato il terzultimo esame della mia carriera universitaria: il voto non è uno splendore ma a questo punto m'importa quanto il fatto che caschino le foglie...
Intanto il 9 luglio ho il mio penultimo esame (incrociate le dita e gli occhi!) e, se la Divina Provvidenza vuole, per l'autunno ci si laurea...
4. L'11 maggio ho conosciuto quello che da 4 anni considero il mio Fratellonzo: è stato il secondo incontro più sconvolgente per importanza! Da quel giorno sono un po' in crisi psicologicamente, diciamo pure sul frastornato andante ma sto lavorandoci su per rimettere sui binari "giusti" la cosa...
E intanto cerco un rifugio per l'estate: la Bretagna quest'anno mi ha tirato il pacco e non ci potrò andare causa mancanza di un "rifugio" adatto al Giulietto (se non viene lui, io non mi muovo da casa!).
Sto meditando sulla Spagna ma il tutto è ancora in alto mare...
Ad oggi mancano soli 3, e dico 3, esami alla laurea!
Tutti e 3 belli cicciottelli però, uno alla volta, li si danno...
Poi tesi.
Maria Santa che barba!
Il giorno che tutto questo marciume giungerà al termine comincerò a vivere davvero.
Nel fango non vivi, annaspi. E quando credi di aver trovato la stabilità nel viscidume è il preludio dello scivolamento.
Respiro l'aria di una vita-intanto:
- intanto finisco di studiare poi trovo lavoro
- intanto lavoro a progetto in attesa di un buon impiego fisso
- intanto sto con lui, poi si vedrà
- intanto porto pazienza se ha un caratteraccio, tanto poi lo cambio io
- intanto vivo qui piuttosto che là
- intanto dico sì che mi conviene ma poi si fa come mi pare, vedrai
- intanto...
- intanto...
- intanto crepo poi magari torno
In un microcosmo dove anche la ruggine sa che il Caos regna sovrano, seduto in panciolle sul suo bel trono sovrelevato, mangiucchiando PataBlanca e crostini con sugo di pomodoro fresco e mozzarella di bufala e sbevazzando aperitivo e marsala (ecco con cosa faro ciucchetta alla laurea... Pat, Ila, Sara, Sissa & Co. segnate con la matita rouge il suggerimento...) pur sapendo con con le vivande stanno da schifo, ecco, in questo bel micromondo io veramente comincio a dare di cranio senza motivazione apparente.
Sto prendendo di quelle linciate che mi tramortiscono che non mi merito neanche quando me le merito.

Sono alle soglie della crisi esistenziale che non ho avuto durante l'adolescenza e mi vergogno come una lumaca senza guscio.
In un mondo di eterosessuali finisco sempre attorniata da gay, il che rende l'approccio romatico-sensuale giusto un pelino ostico.
La Fra, dopo un silenzio di quasi tre mesi (e giuro, non dipende da me), mi rigurgita in faccia l'idea di una festa in nero come se ci fossimo affettuosamente frequentate come al solito e magari se la lega al dito se non ci vado.
Dall'altra parte, per mia fortuna, stanno le bramate ferie di agosto e la fine della sessione, quest'anno conclusasi, nel mio caso, con due settimane di anticipo. Ciò non implica il fatto che sto ancora con il naso perpendicolare ai libri almeno fino a fine mese o fino al momento in cui non mi spiaccicherò sul programma d'esame, colta da colpo di calore e da disidratazione...
Quanto alle vacanze estive (dirlo così mi fa sentire più giovane! Come fossi ancora al liceo [che bei tempi! Non si possono replicare?]), quest'anno il ditino fatato della scrivente ha indicato la regione dell'Eifel, in Germania: ambientino niente male, con tanto di piscina e tanto verde, a pochi passi dal Benelux e dall'Alsazia (--> vino!
). Se sono in grado di portarmi appresso Giulietto, mi giro pure qualche museo e castello...
Dopo l'estate, se Zio Pecunia m'assiste, dovrei riuscire a cominciare a mettere da parte due dindini per il pc nuovo, dato che quello vecchio ormai è considerato un matusa.
Ora, però, ho bisogno di un po' di riposo. E chissà che insieme alla quiete non ritrovi pure la voglia di leggere (l'università mi ha rovinato, porcaccia miseria!).
Se non ci si vede, auguro fin da ora buona estate a chiunque abbia ancora la pazienza di scorrere questo delirio rateizzato di sproloqui...
Dunque dunque...
... nel mondo in cui ho la (s)fortuna di vivere mezza comunità di amici mi sta diventando gaya sotto gli occhi (ma anche no) e la cosa mi getta in uno stato di confusione profonda come se non bastasse quella che già mi porta appresso da tutta la vita...
... quando all'uni, malaccio non va: martedì l'esame è andato bene, 27, son contenta. Oggi altro esame, pratico, dovrebbe essere andato. Sabato terzo esame, scritto, incrociamo le dita. Il 2 luglio avrò il quarto (dopo di che schiatterò) ma non ci giurerei sul risultato. Speriamo bene...
... per il resto le cose vanno un po' a tarallucci e vino (più vino che biscotti in verità), annaspo tra una sfilza di problemi ereditari, finanziari e di questioni di principio che un giorno o l'altro c'annegherò di certo.
Certi giorni vivere nelle mie ciabatte è affare da acrobati!
Fatico a non pensare la sera, quando dovrei abbandonarmi al sonno.
Lo ignoro, chiudo gli occhi, li suturo, non ci sono. E lui lì che chiama.
Mi rigiro, accomodo le coperte fino a restare fuori a mezza testa chiomosa, preservo me stessa dai rumori premendo alle orecchie il caldo piumino. E lui insiste.
Sospiro, questa non è esattamente l'idea di avviamento alla dormita notturna che avevo in mente, resto in stand-by qualche istante, vedrai che si placa. COL CAVOLO!
Devo spazzar via ogni sbuffo di sonnolenza perchè il pensiero sta lì, sulla fronte, sul cuore, nelle mani. E diavolo! Strilla da far venire i nervi.
Ed infatti i nervi ce li ho. Poi mi calmo: che senso ha infuriarsi tanto quando è inutile prendersela?
Se va bene, mi è concesso di rimanere stesa sotto il piumino, al caldo, a fissare come una veggente il soffitto bianco che progressivamente odio sempre più, imprecando mentalmente che le pareti della mia stanza dovrebbero essere rosa acceso e non pallidi pannelli senza anima.
Se va male, balzo a sedere sul letto, mani in grembo, a chiedermi perchè diamine non son riuscita a resistere alla pulsione di alzarmi.
Ieri sera, però, mi è andata più che bene. Il Pensiero Tremendo mi ha assalito nel bagno mentre mi preparavo per andare a dormire. Così mi son risparmiata pure l'incazzatura!
Bisogna premettere che una settimana anomala (la lettura del paragrafo è sconsigliata a color che hanno lo stomaco debole):
Detto ciò, spero vivamente di essere fuori dal raggio d'azione della sfiga per il resto della settimana. Già c'ho la strizza per venerdì che devo andare a fare il vaccino per allergia che la Dressa ha chiamato 'Il Punturone'... ecco... non vorrei che mi venisse una reazione allergica non preventivata perchè il giorno dopo è sabato e un giretto tranquillo vorrei farmelo...
Salvo andare a registrare il voto di un esame, mi sono fatta le ultime 2h su e-bay a vendere il superfluo della mia vita. Ci avrei messo meno ma il pc oggi cammina sui gomiti...
Era necessario che cercassi di liberarmi di qualcosa: cosa mai potrebbe
promettere una giornata che inizia con The power of Love di Frankie goes to Hollywood e prosegue con il bel visino dell'Umberto? Nulla... solo una sfilza di ricordi del passato da spolverare con il piumino che sponsorizza la tele...
... meglio che vada va' altrimenti mi perdo il treno come lunedì...
Intanto che il suddetto raccoglie le forze ed elegge a sua missione (tardiva) il trattamento crioterapico di ogni nostra estremità corporea non coperta da sciarpe, cappotti et affini mi son chiusa dentro le 4 pareti di casa in meditazione del libro di filologia italiana in vista dell’ormai prossimo esame...
Contemporaneamente (se non conseguentemente) son finita proprio in mezzo a ‘quelle certe giornate sega-vene-per-lungo’ che tornano e ritornano secondo vichiana memoria ad intervalli alterni nel periodo autunnale
(le foglie arrossite che cadono... le giornate che sfumano nel buio e nel freddo... il profumo di caldarroste...), primaverile (rinverdiscono i prati... il chiarore tende le sue mani sull’oscurità, riscaldandola... gli ormoni in festa...) e pre-sessione (mi sega mi sega mi sega... yo soy muerta!). Mi piglia un abbattimento ‘sti giorni... nel lettore ho la compilation che dovevo dare al Padraig (ma che poi mi son tenuta... troppo triste!) che va a ruota continua con io sopra che canto appassionatamente: giuro che sto deprimendo tutta casa! Vorrei sapere che m’è preso... e sono pure al verde (fosse una novità!).
E anche novembre è un rollercoaster month, nel senso che per ogni evento col segno + ne arrivano due col segno -... gradirei almeno 15gg di segni +, se possibile, dal mese di dicembre. Tutta 'sta scarogna che mi gira attorno da un po' comincia a darmi sui nervi...
C'è mancato poco che non mandi a tarallucci e vino il mio rapporto con Pad'...
Credo che, con l'arrivo di altre persone 'notevoli' nella sua vita, spazzasse via me che di 'notevole' non ho che l'ombra. E invece voleva soltanto proteggermi, tenermi fuori dalle sue beghe.
Mi prenderei a calci sui denti e mi pesterei il cuore per non averlo percepito.
Le cose potrebbero andare peggio...
Benchè parte degli eventi che mi ruotano sopra la folta chioma tentino di mettermi di cattivo umore pare che la fortuna cominci a rigirare nelle mie vicinanze.
Sul piano studentesco, gli esami vanno. Oddio, non sono i risultati che vorrei perchè pretendo di sfiorare con la punta del naso l'aria rarefatta delle alte quote però, se mi tappo gli occhi (così non vedo la faccia del prof e del mio Circolo), le orecchie (così non sento paroline dolci quali Se mi avesse risposto a quella domanda lì le sarebbero venuti quei 2 punticini che le servivano... oppure Se non perdessi tanto tempo in ciance...) e la bocca (Prof... l'argomento non era in programma... Signorina... lei deve avere una conoscenza globale della materia... Sì, beh... Sssh... risponda!), posso star contenta!
In fondo (e questa è la giustificazione che mi autopropino ad ogni esame), un esame andato è un passo in più verso la laurea, un pensiero in meno, uno stimolo a muovermi a stendere la tesi e smetterla di pagare doblone su doblone servizi inesistenti, professori panzoni scazzati a ciclo continuo e esami deliberatamente mandati a monte per farti marcire in facoltà ancora un po'.
Checchè ne dicano, al liceo, al lavoro, in famiglia, tra i conoscenti, all'università farai pure quello che ti pare ma non è proprio proprio Studio, amore & bei momenti: ci si fa un mazzo tanto per pigliarsi la porta traballante dello studio del prof sulle arcate dentarie (se non sul fondoschiena) dopo aver passato la giornata seduti a terra stile clochard tra i libri. Le strutture, quando va bene, sono ristrette e vecchiotte; se va male in un corridoio dove si trovano almeno 10 studi si sta al massimo in 50 e si possono spostare le sedie per pericolo che il piano crolli o si trovi in disequilibrio in qualche suo punto (mi chiedo come faccio io a non aver ancora fatto sprofondare il pavimento con il mio dolce peso...).
L'uni è la sagra dell'insulto: da parte dei prof, del personale generico, dei bibliotecari e degli altri studenti, che, riversando negatività sui colleghi, perpetrano lo svolgersi della catena denigratoria.
Che tristezza confortante. Il pensiero che ha un mare di tempo gia trascorso così alle spalle e che il porto della laurea si avvicina ti fa sentire meno la puzza dell'ambiente. Meno male che stai appiccicato alle chiappe della tesi! Se c'è qualcosa da fare per migliorare, ma che lo devo fare io? E finito questo calvario, dovrei pure andare ad insegnare? Piuttosto vado a curare giardini per il paese col buon Matteo...
Fortunatamente sono migliorate le cose col Padraig...
Negli ultimi mesi son riuscita nell'intento di fargli mollare il psicologo che i suoi gli avevano imposto in un momento di crollo emotivo e, da allora, sembra un altro. Vederlo star male, ingabbiato in una dimensione che non gli è propria mi faceva andar fuori di testa. Mi chiedo se esiste un limite di controllo oltre il quale i genitori non dovrebbero spingersi: trovo sia subdolo affiancarsi ad uno psicologo per gestire un figlio quando l'apporto medico di questi non è più necessario.
Comunque sia, la situazione è accettabile... al momento.
Riguardo alla FraM...
... qui la cosa si fa seria: siamo uscite una sera con altra gente, tra cui un giovane uomo che pare un armadio, tale che potrei soprannominarlo Roccia, e la FraM, sapendo la mia condizione sentimentale attuale, sta cercando da circa un mese di appiopparmelo. Ha detto che è sensibile come piacciono a te! Ok... ma in che lingua glielo spiego che non sono interessata?
Sabato, salvo imprevisti, vado a casa sua (della FraM, sia chiaro...) e spero ardentemente che non ci sia anche l'uomo: proprio non mi ci vedo seduta tutto il tempo in cucina per evitare di creare 'situazioni pro rimorchio'... se c'è lui, mi dileguo. Torno a casa a piedi e pure per le stradine imbucate!
Ma per ora il problema non sussiste...
Detto ciò, direi che con 'sto papirone sto rimontando sui giorni di silenzio spesi in studio, lavoro e cure mediche al Circolo.
Chissà che torni ad avere un po' più di tempo... mannaggia la pupazza!
Goditi potere e bellezza della tua gioventù.
Non ci pensare.
Il potere di bellezza e gioventù lo capirai solo una volta appassite. Ma credimi tra vent'anni guarderai quelle tue vecchie foto. E in un modo che non puoi immaginare adesso.
Quante possibilità avevi di fronte e che aspetto magnifico avevi! Non eri per niente grasso come ti sembrava..
Non preoccuparti del futuro. Oppure preoccupati, ma sapendo che questo ti aiuta quanto masticare un chewing-gum per risolvere un'equazione algebrica. I veri problemi della vita saranno sicuramente cose che non t'erano mai passate per la mente. Di quelle che ti pigliano di sorpresa alle quattro di un pigro martedì pomeriggio.
Fa' una cosa, ogni giorno che sei spaventato: Canta.
Non esser crudele col cuore degli altri. Non tollerare la gente che è crudele col tuo.
Lavati i denti.
Non perder tempo con l'invidia. A volte sei in testa. A volte resti indietro. La corsa è lunga e alla fine è solo con te stesso.
Ricorda i complimenti che ricevi, scordati gli insulti. Se ci riesci veramente dimmi come si fa.
Conserva tutte le vecchie lettere d'amore, butta i vecchi estratti conto.
Rilassati.
Non sentirti in colpa se non sai cosa vuoi fare della tua vita. Le persone più interessanti che conosco, a ventidue anni non sapevano che fare della loro vita. I quarantenni più interessanti che conosco ancora non lo sanno.
Prendi molto calcio. Sii gentile con le tue ginocchia, quando saranno partite ti mancheranno.
Forse ti sposerai o forse no. Forse avrai figli o forse no. Forse divorzierai a quarant'anni. Forse ballerai con lei al settantacinquesimo anniversario di matrimonio.
Comunque vada, non congratularti troppo con te stesso, ma non rimproverarti neanche. Le tue scelte sono scommesse. Come quelle di chiunque altro.
Goditi il tuo corpo. Usalo in tutti i modi che puoi. Senza paura e senza temere quel che pensa la gente. E' il più grande strumento che potrai mai avere.
Balla. Anche se il solo posto che hai per farlo è il tuo soggiorno.
Leggi le istruzioni, anche se poi non le seguirai.
Non leggere le riviste di bellezza. Ti faranno solo sentire orrendo.
Cerca di conoscere i tuoi genitori. Non puoi sapere quando se ne andranno per sempre.
Tratta bene i tuoi fratelli. Sono il migliore legame con il passato e quelli che più probabilmente avranno cura di te in futuro.
Renditi conto che gli amici vanno e vengono. Ma alcuni, i più preziosi, rimarranno.
Datti da fare per colmare le distanze geografiche e di stili di vita, perche più diventi vecchio, più hai bisogno delle persone che conoscevi da giovane. Vivi a New York per un po', ma lasciala prima che ti indurisca. Vivi anche in California per un po', ma lasciala prima che ti rammollisca.
Non fare pasticci coi capelli, se no quando avrai quarant'anni sembreranno di un ottantacinquenne.
Sii cauto nell'accettare consigli, ma sii paziente con chi li dispensa. I consigli sono una forma di nostalgia. Dispensarli è un modo di ripescare il passato dal dimenticatoio, ripulirlo, passare la vernice sulle parti più brutte e riciclarlo per più di quel che valga.
Ma accetta il consiglio... per questa volta.
Dal film The big Kahuna. Grazie a Mina80
Non ho l'animo da crocerossina, la pazienza che mi han fornito alla nascita e che ho incrementato negli anni non è abbastanza e la sensibilità alle disgrazie altrui mi rende qualcosa di troppo apprensivo per coloro a cui posso offrire il mio aiuto. Ci finisco dentro, quasi che il problema fosse mio, e non riesco ad essere d'aiuto come potrei.
Però se un amico, il mio migliore amico, colui che tratto come un fratello, ha bisogno di una mano, e la mia è lì, tesa nella sua direzione.
Accade che questo benedetto amico mio si trovi nei casini con la famiglia, che lo ha sottomesso nel senso letterale della parola, e mi chieda consiglio su come, senza scatenare un putiferio, familiare, fisico e mentale, possa liberarsi da questo peso. Con cautela gli espongo la mia opinione, senza imporgliela, perchè la questione è delicata assai. Saltano fuori elementi del suo passato che non conoscevo, che aveva taciuto per non farmi star male, che dire dolorosi è un eufemismo...
Piano piano percorriamo il cammino insieme verso un'esistenza meno parents-addicted e pare che tutto vada a gonfie vele: i primi successi, un lento progresso, lui si tranquillizza e, anzi, si gasa per la positività che ne deriva dal 'nostro lavoro'.
Poi uno degli esami di questa sessione va a tarallucci e vino e lui (e io appresso a lui) ripiomba nello sconforto. Ma si prova a risalire e finalmente la fortuna ci sorride. Guadagna un 30 all'esame successivo, martedì scorso, e il sole pare fare capolino all'orizzonte... quando mercoledì gli arriva un'altra mazzata dall'università, sulla quale infieriscono i suoi, che probabilmente quella sera non avevano nessun reality da vedere...
Ne consegue che lui torna a studiare come un deficiente, perchè i genitori glielo hanno in pratica ordinato, e al mio Riposati un po' prima di riammazzarti di studio questo quasi se la piglia con me.
Seguono due giorni di incazzamento totale, pochissimi contatti e un principio di litigata. E' la colpa ricade quasi totalmente sulla sottoscritta, incriminata da non aver mai capito niente, di aver frainteso le sue parole e i suoi gesti...
Detto questo mi viene da mandare lui e gli altri amici che ho al pascolo a farsi vicendevolmente compagnia...
Due esami preventivati, entrambi passati. Un 26 e un 24 (che poteva essere un 27 se quel bel testa di abc del prof non chiedeva roba fuori programma...). Parto per le ferie soddisfatta...
SUFFER WELL
Where were you when I fell from grace?
A frozen heart an empty space
Something's changed and it's in your eyes
Please don't speak you'll only lie
I found treasure not where I thought
Peace of mind can't be bought
Still I believe
Just hang on
Suffer well
Sometimes it's hard
It's hard to tell
An angel led me when I was blind
I said take me back I've changed my mind
Now I believe
From the blackest room I was torn
You called my name my love was born
So I believe
Just hang on
Suffer well
Sometimes it's hard
It's hard to tell
Ho una gran voglia di imprecare ad alta voce,
finchè c'ho fiato
finchè riesco ad inventare imprecazioni decenti
finchè non mi vergogno di me stessa e di questa bocca, questa mente che partorisce simili parole
finchè qualcuno mi ferma
finchè non mi arrendo al silenzio che ho attorno
finchè questo giorno di calvario non si conclude
finchè la realtà non mi schiaccia
finchè la delusione non m'abbandona
finchè non sparisco per rifugiarmi laddove non è concesso allo schifo di questa esistenza entrare.
E paradossalmente anelo lo stare in silenzio e soccombere a tutto ciò perchè non vedo l'ora che finisca una volta per tutte.
Fughina veloce dopo aver sostenuto l'esame di Letteratura Italiana - Mattone I...
Cribbio! Credevo di morire sulla seggiola... mi sono fatta un tale mazzo su Dante che se non lo passavo ero pronta a compiere un duplice profficidio con contorno di assistente! Mi sono un pochetto impantanata con Boccaccio (diciamocelo: chi non s'appisola a leggere il Decameron?), anzi, posso asserire di essermi quasi rifiutata di parlarne al prof, che era seriamente tentato di scagliare i due volumi dell'opera monografica dritti dritti nei miei cianotici occhioni di brava universitaria... ma non l'ha fatto, anche perchè avrei schivato i due librotti prima che potessero colpirmi...e sarei stata colpevole di aver accecato la tipa che mi sedeva dietro, ascoltando il monte di castronerie che stavo propinando all'esaminatore, da tutti ribattezzato Il Babbuino...
Se il momento Boccaccio non ha fruttato un granchè (mea culpa), con Dante ho fatto furore: Fortuna vuole che l'assistente mi chieda il canto XIII dell'Inferno (guai a chi fa commenti a riguardo...), che ho ripassato proprio ieri sera: ho preso un respirone e via a sciorinar informazioni, quasi fregandomene del tipo, che, povero, dopo 3 minuti che parlavo quasi in apnea, si chiedeva se fossi stata colta da passione ardente per l'illustre fiorentino (non ci sono parole per descrivere l'odio che gli porto: a prova di ciò vi basti sapere che ho invano tentato di incendiare la sua pietrosa dimora eterna) o avessi esperienze di prima mano da qualcuno di mia conoscenza che ivi alberga... lasciandolo nel dubbio, son andata avanti.
Tutto soddisfatto di avere davanti una sostenitrice della Commedia, passa a domandare altri argomenti del corposo programma, e tra i gloriosi letterati e le virtuose righe che la bella Italia ha lasciato vivere invece di fare un bel falò in piazza a tempo debito, gli balza in mente il caro Alberti: niente di meglio per la sottoscritta, che riparte a disquisire, di nuovo, in apnea (son troppo nervosa... troppo...un giorno o l'altro resto secca...) delle opere latine e di quelle in volgare... due paroline sull'Umanesimo... il Certame Coronario... l'assistente gode della spiegazione come una quaglia, ammucchendosi sulla seggiola con fare interessato e coinvolto... io pure che sono su di giri per una volta che le cose le so bene e posso esprimerle senza essere interrotta di continuo... son talmente appagata dal fare dell'assistente che ho pure il tempo di accorgermi che è carino, con o senza gli occhiali... ha degli occhi neri davvero profondi... cazzarola! E' sul serio un bel tipino... e qui casca l'asino: mi son persa a guardarlo e ho iniziato a dire di nuovo cretinate. Ma in qualche modo riesco a salvarmi il thoin prima di mandare tutto l'esame fatto con lui a cerbottane.
Dopo il recupero delle mie facoltà e dell'interrogazione, ho avuto l'impressione che abbia inteso cosa macinavo nel cervello finchè parlavo poco prima e mi sorride... no... direi che ha riso, teneramente ma l'ha fatto, ottenendo di farmi diventare paonazza per il resto del tempo in cui sono stata in sala ad ascoltare i miei colleghi d'esame...
In breve mi son messa in tasca un 24... magari se non facevo la ritrosa su Boccaccio qualche punticino in più lo prendevo. Fa niente... son talmente felice di essermi tolta 'sto programma dalla scaletta che fosse stato anche un 18 avrei brindato...
...a proposito: devo passare al Pam a prendere una bottiglietta per stasera e qualcosa per il ritrovo di domani sera a casa della FraM: una ragazza del call center dove lavoro, tale Ellen, se ne va a vivere a London e per un po' starà fuori dal giro. Peccato! Proprio adesso che avevamo stabilito un rapporto.... gnè!
Certo che sono la jella fatta a persona io! In compenso, pare che la FraM sia riuscita a convincere Tino, il mio collega prediletto, a raggiungerci, almeno per una pizza in compagnia... così domani ho qualcuno da strapazzare!
Maro'... sono cottissima e devo ancora pranzare... in verità non ho molta fame, lo stress da esame m'ha azzerato pure l'appetito.
Meglio che vada a prendermi una boccata d'aria, che non ingrassa, mantiene bella la pelle e ossigena il cervello...
... così poi, magari, trovo la forza di fiondarmi in biblio a racogliere materiale per il prossimo esame (non c'ho mica tanta voglia però...).
Lunedì 13, secondo la mia agenda, avrei dovuto avere l'esame di Storia e critica cinematografia, una cosina carina e sufficientemente easy che mi entusiasmava parecchio. Avrei.
Sicchè ho studiato, studiato, mi son macinata 4 capitoli di regia in un giorno e mezzo, sono andata forte. Nella full immersion tra Griffith e Spielberg son pure riuscita ad inserirci la preparazione alla presentazione di un volume di storia... poi venerdì notte comincio a star male.
Ho lo stomaco che pare fatto di marmo, mi prendo un buscopan, sto tranquilla. Mo' passa...
COL CAVOLO! Sabato mattina do' l'anima sul lavandino del bagno e per due giorni languisco a letto con la febbre a 38° periodici...
Lunedì niente esame, troppo debole per raggiungere l'università. Esco per la prima volta solo martedì per pagare la retta dell'uni prima che mi appioppino la mora. Sono un cencio pure oggi. Domani non ho avrò nemmemo il tempo di accorgermi di essere a questo mondo: mattina studio, pomeriggio ore 15.30 estetista, ore 16.30 parrucco, ore 18 unghie con mammà (2h di lavoro...), e sabato conferenza sul volume di storia sopracitato. Io, nello stato in cui sono, non so mica se c'arrivo...